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Spheriens, uno dei maggiori studi legali di IP in Italia, è sinonimo di completezza nell'approccio ed esperienza

Abbiamo già parlato della tendenza, ancora recente, da parte degli studi legali di dotarsi di nomi che sengnino uno stacco con la tradizione, che abbiano tutti i presupposti per essere dei veri e propri brand. Il nome di cui parliamo oggi non potrebbe essere più in linea con questa tendenza.


Per marcare in maniera decisa un momento cruciale della propria attività, uno dei più importanti studi legali italiani specializzati in Intellectual Property ha deciso di connotare in modo definito la propria identità, affrontando un progetto di rebranding di ampio respiro, cominciando dal nome, Spheriens, creazione di Nomen Italia.

Spheriens nasce dall’unione delle due parole, “sfera” e “esperienza”, la prima a trasmettere la completezza dell'offerta in ambito IP, la seconda a richiamare da un lato la conoscenza del settore e una pratica consolidata (esperienza sul campo) e dall’altro il concetto di esperire, attuare, mettere in opera, fare, finalizzato a individuare, ogni volta, la risposta giusta a una esigenza specifica.

Il valore del servizio di Spheriens, espresso nel suo nome, è infatti quello di affiancare alla tradizionale attività legale una vera e propria consulenza e advisory, mirato, preciso, personalizzato, forte di un committment rispetto al business del cliente. Inoltre, c'è un forte lato creativo, attivo, di relazione stretta e di lungo periodo con il cliente, che pure si coglie nel nuovo nome.

Spheriens è un nome creato (non esiste sul dizionario), ma rimanda con chiarezza a sonorità inglesi e latine anche dal punto di vista fonetico (si pronuncia "sfìriens"), risultando in un insieme di modernità e tradizione, aperto ai mercati internazionali, dove lo studio è da anni apprezzato.

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Accanto a un nome creato c'è anche una immagine coordinata di rottura, dove lo stile e i toni sono in controtendenza rispetto al settore e sostengono in pieno la filosofia dello studio.

Attualmente la presenza online è quella di una landing page e quella dell'account Instagram, dove primeggiano le immagini del nuovo studio appena allestito in Piazza della Libertà a Firenze, in uso dal 2 aprile 2018.

Il lancio del sito completo è previsto a brevissimo, quindi let's stay tuned and follow the lead!

Quando il cliente sbaglia: 7 richieste fuorvianti nel processo di creazione del nome di prodotto (parte 2)

Proseguiamo con le richieste sbagliate o fuorvianti che le aziende avanzano alle agenzie di brand naming. Eccole senz’altro. Se invece vi siete persi la prima parte, eccola qui.

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5 “Il nostro competitor ha un nuovo nome che ci piace: ne voglio uno così anche io”. Eccoci arrivati ai “me too”, ovvero quei nomi che seguono le tendenze, spesso avviate da una azienda concorrente. Perché imitare? Rispondiamo noi. Ogni azienda è diversa, i suoi valori sono diversi, i prodotti sono diversi, spesso molto diversi. Il desiderio di imitare un concorrente fa sì che questa innovatività o qualità insita nel prodotto non venga trasferita correttamente al nome. Lo stesso dicasi per le tendenze dettate dal web e il desiderio di suonare alla moda: nella stragrande maggioranza dei casi il tempo impiegato per registrare e iniziare a utilizzare il nome è già troppo lungo per sfruttarne le potenzialità, prima che la tendenza passi di moda.

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6 “Voglio quello che vogliono i miei clienti” I focus group sono strumenti importanti per orientare l’attività del marketing, ma non devono guidare la scelta in maniera decisiva. Non finiremo mai di ripeterlo: la scelta del nome non deve essere fatta ricadere sui consumatori finali; è il marketing che, sulla base dei suoi obiettivi, deve guidare il processo con coraggio fino alla fine e scegliere il nome. I focus group possono addirittura tendere dei tranelli ai marketing manager, soprattutto se questi ultimi si concentrano, come detto sopra, sulla comprensibilità del nome. I clienti a volte arrivano da noi con i risultati del focus group in mano e ci dicono che il nome che abbiamo proposto non è comprensibile. È ovvio che sia così, se ad esempio in quel caso l’obiettivo era essere innovativi e dirompenti. Dal nostro punto di vista, il manager che sa fare il suo lavoro è quello che prende atto dei risultati del focus group ma decide con lungimiranza e fedeltà al suo piano. Negli anni ne abbiamo visti alcuni, e il mercato ha dato ragione a loro. Anche il crowdsourcing può essere un’arma interessante, ma solo in fase iniziale: bisogna sempre che i nomi raccolti affrontino l’intero processo tecnico e legale.

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7 “Voglio un nome che comunichi italianità a tutti i costi” Da quasi dieci anni l’italianità sembra non mancare mai tra gli elementi che devono caratterizzare un nuovo nome di prodotto: l’Italia è sinonimo di qualità, artigianalità, stile in tutto il mondo. Ma è poi così vero? La risposta, ci dispiace dirlo, è no. L’Italia è e può essere senza dubbio sinonimo di questo, ma è anche riassunta da un immaginario collettivo – ahinoi – meno lusinghiero ma più accattivante: l’Italia è (prima dello stile e dell’artigianalità) la pizza, il mandolino e la mamma, e per di più una mamma cicciottella e comica, che non indossa Prada e non guida Lamborghini. Un esempio? Il brand di pizzerie più famoso del momento in Francia (e quindi non andiamo neanche tanto lontano) si chiama Big Mamma (ebbene sì: il nome è per metà inglese e la parte italiana riguarda proprio lei, l’immancabile). L’immaginario è chiaro sin dall’apertura del sito https://www.bigmammagroup.com/fr/accueil: mentre cucinano, i pizzaioli (rigorosamente napoletani) vociano, fanno battute, cantano in coro come nel miglior stereotipo planetario. Agli italiani può non piacere, ma ai francesi sì. E il nome funziona.

#startyourself: la creazione di impresa e il modo per distinguersi

Sei uno studente dell' Università degli Studi di Ferrara? Non perderti il quinto incontro di #startyourself, il ciclo di seminari sulla creazione di impresa.

Per farsi riconoscere come impresa serve il nome giusto: lo spiegano Gianluca Billo, Amministratore di Nomen Italia, insieme a Mara Mondolfo della Società Italiana Brevetti.

L'appuntamento è il 27 settembre 2017 dalle ore 9.30, Ufficio Trasferimento Tecnologico –Via Ariosto 35 –44121 Ferrara.