Brand name e brand identity nel settore acqua: come trasformare un bisogno primario in valore di marca

Vi ricordate i buoni propositi del 1° gennaio? Quelli che appena vengono formulati… puff, spariscono. Tra i più ricorrenti c’è un gesto tanto semplice quanto essenziale: bere più acqua. Un’abitudine primaria che, nonostante la sua importanza, necessita sempre più spesso di essere incentivata, dichiarata, sostenuta. Ma cosa trasforma un gesto quotidiano in un comportamento desiderabile, costante e quasi identitario?Nel settore acqua, la risposta passa sempre più spesso da brand name e brand identity.

Non è solo una questione di prodotto, ma di percezione, posizionamento e costruzione di significato. In un mercato altamente competitivo, sono il naming e l’identità di marca a orientare le scelte, modellare le abitudini e generare valore.

Il potere del brand name nel mercato dell’acqua

Il mondo dell’acqua (tra bottiglie, borracce, enhancer e app) è oggi un ecosistema competitivo in cui il prodotto da solo non basta più. Il brand name non è un dettaglio creativo: è uno strumento strategico capace di orientare percezioni, target e posizionamento.

Abbiamo esplorato alcuni casi emblematici.

Liquid Death

Brand americano nato nel 2018, ha rivoluzionato il packaging dell’acqua con un look provocatorio e ormai di culto. Con uno slogan come “Murder Your Thirst”, ha conquistato un pubblico giovane e social.

Qui il brand name rompe completamente con il codice di categoria: niente purezza, niente naturalità, niente “fresh”. Solo rottura.
Risultato? Una brand identity fortissima, immediatamente riconoscibile e altamente condivisibile.

WAMI – Water With a Mission

Un brand con un forte impatto sociale: per ogni bottiglia venduta vengono donati 100 litri di acqua potabile a chi non ne ha accesso. Sostenibilità, packaging riciclabile e una missione chiara già nel nome.

In questo caso, il brand name è dichiarativo e valoriale. Non punta sulla rottura, ma sulla coerenza.
La brand identity si costruisce attorno a impatto sociale, trasparenza e responsabilità, elementi sempre più centrali per le aziende del settore acqua.

Dalla bottiglia alla borraccia: quando il naming diventa manifesto

Nel mercato delle borracce riutilizzabili, il prodotto è funzionale. A fare la differenza è il significato.

Owala

Tra i top seller su Amazon, prende ispirazione dalla parola swahili “uwala”, che significa “portare alla luce” o “produrre”. Un nome dal suono distintivo, memorabile e coerente con un’identità orientata a innovazione e sostenibilità.

Qui il brand name lavora sulla distintività fonetica, mentre la brand identity rafforza i valori di design e funzionalità.

24Bottles

Brand nato nella patria del design. E quel “24”? Non è solo un numero: è un manifesto. L’idea è accompagnarci 24 ore su 24 nell’idratazione quotidiana.

Un naming semplice, immediato, ma carico di significato.
La brand identity integra lifestyle, sostenibilità e design italiano, trasformando un oggetto d’uso in elemento di stile.

Innovazione e percezione: quando il nome racconta l’esperienza

E se il problema fosse il sapore?

Nel segmento di pastiglie, stick ed enhancer, molti nomi sono descrittivi (Waterstick, Waterdrop…). Ma uno si distingue: air up.

Il brand name non descrive il prodotto, ma l’esperienza: bere attraverso il profumo. È evocativo, curioso, quasi tecnico.
La brand identity si costruisce sull’innovazione sensoriale, differenziando radicalmente l’offerta in una categoria affollata.

Tecnologia e comportamento: la brand identity oltre il prodotto

Ultimo ostacolo: ricordarsi di bere.

Per chi ama l’acqua ma si dimentica di farlo, esistono le app. PlantNanny unisce gamification e reminder trasformando l’idratazione in un gioco: bevi e la tua piantina cresce.

Qui il brand name è narrativo e relazionale.
La brand identity non vende acqua, ma un comportamento. Ed è proprio questo il punto: nel settore acqua, oggi, si compete anche sulla capacità di influenzare le abitudini.

Cosa possono imparare le aziende del settore acqua

Prodotti diversi, stesso obiettivo: trasformare un bisogno primario in un comportamento desiderabile.

Nel mercato attuale:

  • Il brand name non serve solo a distinguere, ma a posizionare.
  • La brand identity non è solo estetica, ma strategia.
  • Naming e identità devono dialogare con target, canali e valori.

Per le aziende del settore acqua – dalle acque minerali ai sistemi di filtrazione, dalle borracce ai servizi B2B – costruire una brand identity solida significa:

  • definire chiaramente il proprio ruolo (funzionale, valoriale, innovativo, disruptive);
  • scegliere un brand name coerente con il posizionamento;
  • progettare un ecosistema narrativo che trasformi un gesto quotidiano in esperienza.

Perché oggi, nel mondo dell’acqua, non si vende solo idratazione.
Si vende significato.

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